QUARESIMA: 40 GIORNI PER CERCARE DIO CHE CI CERCA
Durante la Celebrazione delle Ceneri con i ragazzi del Liceo, mercoledì scorso 13 febbraio, don Pavol ha presentato la Quaresima come un tempo di 40 giorni per cercare Dio. Nel sentire questa definizione della Quaresima, che mi è piaciuta molto, ho immediatamente pensato al racconto del monaco che cercava Dio. Si racconta che un monaco un giorno partì in cerca di Dio. Esplorò in lungo e in largo il nostro Pianeta, ma di Dio non trovò alcuna traccia. Ormai deluso era sul punto di porre fine alla sua inutile ricerca quando si fermò per riposarsi sulle rive di uno stagno. E lì fu attirato da un particolare spettacolo: un’anatra stava affannosamente ricercando i suoi piccoli che
si erano allontanati dal nido e si stavano perdendo tra i canneti. Quando l’anatra poté finalmente riportare tutti i piccoli al sicuro, vicino a sé, il monaco si alzò dicendo: “Ho capito” e tornò al suo convento. I suoi confratelli sorpresi e felici di rivederlo gli chiesero: “Allora, hai trovato Dio?”. La risposta fu: “Sì, l’ho trovato nel momento in cui ho capito che era Lui che stava cercando me”!
Cercare Dio è allora accorgerci che Lui sta cercando noi, sta cercando proprio me! Ecco il senso della Quaresima: scoprire i segni che mi indicano che Dio mi sta cercando e decidere, se lo voglio,di lasciarmi trovare!
Uno dei primi segni che la maggior parte di noi ha ricevuto da parte di Dio è il Battesimo. Nella Quaresima di questo Anno della fede vogliamo aiutarci a scoprire un po’ più in profondità il dono del Battesimo. Quasi tutti noi l’abbiamo ricevuto quando eravamo molto piccoli, perché Dio ha questa abitudine: ci offre i suoi doni senza aspettare che noi siamo in grado di apprezzarli e di ringraziarlo. Dio non aspetta che siamo grandi per regalarci tutto il Suo Amore!
1^ settimana – TI HO CHIAMATO PER NOME
Nel Battesimo ognuno di noi è stato chiamato per nome. Quando qualcuno mi chiama per nome è segno che mi conosce, mi riconosce anche in mezzo a tante altre persone. Una delle gioie più grandi è sentirsi chiamare per nome da qualcuno che ci vuol bene e accorgerci che questa persona ci chiama per nome per poterci dire con le parole, o con un abbraccio, un bacio: “Sono felice di rivederti, ti voglio bene, non mi dimentico mai di te…”
Dio nel Battesimo ha fatto così: ha pronunciato il mio nome spalancando le braccia per abbracciarmi e potermi dire: “Tu sei la mia figlia/figlio amato. Tu sei amato per sempre! Ti ho chiamato per nome perché Tu sei importante per me, tu sei unico e prezioso per me, proprio così come sei! Non devi essere diverso perché io ti ami. Il mio amore non ti abbandonerà mai!. Tu sei parte della mia famiglia, avrai sempre accanto una compagnia di fratelli, di amici, che non ti abbandonerà mai, non sarai mai solo!”
In questa settimana proviamo a fermarci ogni tanto per ascoltare nel nostro cuore la voce di Dio che ci chiama per nome e ci ripete “Tu sei il mio figlio amato, per sempre. Non ti abbandonerò mai”. Dovremo rinunciare a qualcosa per trovare questo tempo, ed è questo il senso del “digiuno”, ma troveremo la gioia profonda di sentirci amati, di essere figli e fratelli.

