Francesco, durante l’incontro di catechismo, aveva sentito spiegare il significato della veste bianca che ci è stata consegnata nel Battesimo: “E’ il segno della vostra dignità di figli – ci ha detto quel giorno il sacerdote – portatela senza macchia per la vita eterna”. La catechista aveva ricordato che anche Gesù, era apparso ai suoi amici, Pietro, Giacomo e Giovanni, con una veste bianca. Quel giorno, ci racconta il Vangelo, mentre Gesù stava pregando, la sua faccia diventò splendida come il sole e le vesti candide come la luce.
Francesco era rimasto molto colpito dal pensiero di aver ricevuto in dono un vestito candido come quello di Gesù e con la consegna di conservarlo senza macchia.
Alla sera, prima di addormentarsi, decide di scrivere una lettera a Gesù. Eccola:
“Caro Gesù, scusami, ma non capisco. La tua veste rimane sempre così bianca. Non è possibile!
Non ti è mai capitato di arrabbiarti? Hai mai trattato male un amico? Non hai mai risposto bruscamente o con parole dure? Non hai mai fatto delle cose per cui dopo ti sei pentito?
Eppure la tua veste non solo è bianca, ma addirittura emana quella luce che ha fatto dire ai tuoi amici: “facciamo tre tende e rimaniamo qua”…
Lo so che tu sei il Figlio di Dio… Figlio: e che cosa significa? Avrei così tante domande da farti…Non c’è, per caso, qualcosa tipo uno smacchiatore spirituale che renda la mia veste di nuovo bella dopo che ho combinato dei pasticci?
E se fosse che anche io sono un po’ figlio di Dio, come te, e dentro di me c’è una scintilla divina?”
Alla domanda di Francesco: “E se fosse che anch’io sono un po’ figlio di Dio?”, il nostro Padre Dio ha già risposto il giorno del nostro Battesimo e continua a risponderci: “Tu non sei un po’ mio figlio, sei mio figlio, pienamente e per sempre! Tu sei il mio figlio amato, proprio come Gesù”! Per questo abbiamo ricevuto una veste simile a quella di Gesù: perché assomigliamo a Gesù, la Sua vita piena ed eterna vive in noi!
Conservare bianca la nostra veste vuol dire allora lasciare che Gesù viva in noi, lasciare che attraverso di noi Lui possa continuare a manifestare il suo Amore. Anche quando si sporcala nostra veste rimane sempre una veste di figlio, e c’è sempre per noi un abbraccio del Padre pronto a riaccoglierci e a rimettere a nuovo la nostra veste. Allora saremo capaci di far vedere Dio come succedeva a Madre Teresa di Calcutta:
Una sera, a Calcutta, venne portata nel grande dormitorio della Casa del Cuore Immacolato, una povera donna raccolta dal bordo fangoso della strada. La donna era lebbrosa e un suo piede era stato rosicchiato da alcuni topi di fogna. La donna gridava, imprecava, malediceva, sembrava una belva inferocita.
Madre Teresa si fece vicina e lasciò cadere su di sé ogni insulto, rispondendo sempre con il sorriso e con gesti di silenziosa premura e di delicato soccorso. La donna lebbrosa, colpita da una bontà che non aveva mai incontrato, alla fine domandò: “Ma perché fai così? Nessuno fa come te! Perché fai così?”.
Madre Teresa, sotto voce, sussurrò all’orecchio della donna:”Me l’ha insegnato il mio Dio! “.
La donna lebbrosa ebbe un sussulto di stupore e poi soggiunse: “Chi è il tuo Dio? Fammelo conoscere! “.
Madre Teresa, a questo punto, aprì il cuore e confidò alla donna tutta la bellezza dell’annuncio cristiano: “Il mio Dio si chiama Amore! “.
“Fammelo conoscere! “.
“Lo conosci già. È Lui che ti accarezza con le mie mani; è Lui che ti sorride con i miei occhi; è Lui che ti soccorre con le mie premure; è Lui che ti ama con il mio amore”.
Dopo alcune ore, la donna morì serenamente: ormai conosceva il nome di Dio e certamente non provò una grande sorpresa quando, varcata la soglia dell’eternità, vide con i propri occhi il mistero affascinante di Dio-Amore.
