La colletta alimentare
progetto della Colletta Alimentare.
Durante la mattinata di venerdì 23 novembre, nella parrocchia del nostro professore di religione, don Angelo, abbiamo avuto l’ opportunità di riflettere con alcuni dei nostri professori su temi che coinvolgono noi giovani e le nostre vite.
Abbiamo ascoltato le testimonianze di donne che ogni giorno, o diverse volte al mese, dedicano
gratuitamente il loro tempo per preparare un pasto caldo a chi non può permetterselo, o a chi è solo e senza le attenzioni e l’affetto di qualcuno che prepari loro qualcosa e doni loro un po’ di compagnia, probabilmente non cucinerebbe per sè.
La mia classe ha avuto il dono di poter partecipare a questo progetto per due volte consecutive; abbiamo, infatti, sperimentato la felicità di operare insieme gratuitamente per gli altri anche l’ anno scorso.
Personalmente, è scattato in me lo stesso meccanismo dell’anno scorso: ascoltare le testimonianze di queste persone così generose e vedere la luce nei loro occhi, ha acceso in me la giusta carica per affrontare con coraggio la giornata seguente. Non è facile e scontato, infatti, per noi giovani, uscire da noi stessi e cercare di raggiungere il cuore di persone qualsiasi, come noi, per proporre loro di fare un atto di generosità.
Sabato mattina ci siamo recati con la 3B al Carrefour di Collegno, mentre i ragazzi di 3A hanno svolto l’attività al Le Gru.
Pieni di entusiasmo, anche se un po’ infreddoliti, ci siamo messi all’ opera.
Un primo gruppo di noi approcciava i clienti e donava loro il sacchetto giallo della colletta, proponendo alle persone di fare un piccolo, grande gesto per le persone più povere. Il raccolto è poi confluito a Grugliasco dove i volontari della parrocchia hanno provveduto a smistarlo nelle varie comunità che lo richiedono e che si occupano di distribuirlo alle famiglie in difficoltà.
Un secondo gruppo raccoglieva i sacchetti pieni di cibo semplice, ma Vita per chi lo potrà ricevere in dono.
Abbiamo compreso che ogni singolo sacchetto non servirà solo per il sostentamento fisico delle persone povere, ma sarà cibato anche il loro cuore; oltre a poter riempire un po’ lo stomaco, queste persone si sentiranno inevitabilmente AMATE, ma non sono Loro. Questi sarà cibo per il cuore di chi lo consegnerà loro e riceverà in cambio caldi sorrisi che scaldano l’anima.
Un ultimo gruppo si è occupato di divedere il cibo nelle scatole e si godeva lo spettacolo di veder partire scatoloni pieni, ogni minuto. Personalmente, ho collaborato con il primo gruppo all’inizio della mattinata, dove il lavoro era più arduo e richiedeva più coraggio; poi mi sono unita all’ultimo gruppo, perché avendo già vissuto quest’ esperienza l’anno scorso, conoscevo la gioia che si prova nel vedere i risultati del lavoro e della generosità delle persone.
Prendevamo scatoloni vuoti e in neanche 2 minuti erano già riempiti di pasta, legumi, pelati; la gioia e l’entusiasmo andavano moltiplicandosi nei nostri cuori. Ci sentivamo importanti, perché utili a qualcuno e in un modo più che nobile.
In realtà “c’è più Gioia nel Dare che nel ricevere” e dopo aver donato un po’ del nostro tempo e delle nostre forze abbiamo ricevuto in cambio una ricompensa che vale più di qualsiasi ricompensa economica: abbiamo sentito in noi quell’emozione di sentirci AMATI, nell’ AMARE. “Amando il più piccolo, amerete Me”, e la Sua Gioia si è riversata in noi.
Quel giorno, abbiamo raccolto 9.600 tonnellate di cibo in tutta l ‘Italia, ma oltre al risultato pratico, i sorrisi sui volti di tutti, a fine mattinata, rimarranno di certo impressi nelle nostre vite.
Lucia (4°B)

