Un valore come amico: il cibo

In questi ultimi mesi, nell’ambito del progetto della Regione “Una buona occasione” e del progetto Diderot “Spunti e spuntini”, la 2B ha avuto modo di interrogarsi in diversi modi sul tema dell’alimentazione e dello spreco di cibo, uno dei temi più ricorrenti nelle scuole, nei notiziari e nelle famiglie di oggi.
Ogni anno vengono, infatti, sprecati 1,3 miliardi di tonnellate di cibo, mentre 868 milioni di persone muoiono di fame. Lo spreco alimentare ha conseguenze sia economiche sia morali; poniamo l’esempio di un tubetto di maionese: esso viene comprato, usato per metà e poi lasciato nel frigo per giorni o, forse, mesi, fino alla sua data di scadenza; la famiglia, comprando questo tubetto e non consumandolo, ha sprecato la stessa somma in denaro con cui un abitante delle Favelas avrebbe potuto acquistare due o a anche tre pasti.
Come ha detto Papa Bergoglio durante il videomessaggio per “L’Expo delle idee”, citando una frase di Papa Giovanni Paolo II, noi viviamo in un mondo in cui c’è cibo per tutti, ma non tutti possono mangiare, mentre lo spreco è davanti ai nostri occhi.
Stando a quanto rivela, infatti, il docufilm Just Eat It, i supermercati sprecano una somma ingente di cibo ancora commestibile solo perché non rientra negli standard posti dal mercato mondiale: tonnellate di banane, per esempio, vengono scartate perché non hanno la forma richiesta, oppure chili di cioccolato scartati perché sull’etichetta non vi è la scritta in francese!
La domanda provocatoria di Susanna Tamaro dovrebbe far fermare a riflettere tutti coloro che non lo hanno ancora fatto: “E’ possibile distruggere montagne di cibo e poi avere dei bravi figli?”. Il messaggio che la scrittrice italiana ci vuole mandare è che l’uomo ha bisogno di essere riportato al centro della sua complessità che idealmente si manifesta nel cuore. Quel cuore che soffre l’umiliazione dello spreco è lo stesso cuore capace di provare amicizia e compassione, capace di dono e di attenzione, capace di riconoscere la bellezza e di emozionarsi per la sua gratuità.
Lo spreco alimentare deve per questo motivo diventare un nemico da combattere e non un amico con cui allearsi, ma come?
Bastano piccoli gesti a fare la differenza, gesti che potrebbero diventare abitudinari come lavarsi le mani prima di ogni pasto.
Per ridurre lo spreco, innanzitutto si dovrebbe iniziare a capire bene quanto detto dalle etichette di scadenza, in quanto “da consumarsi preferibilmente entro il” non vuol dire “scade il” oppure se vediamo una barretta di cioccolato perdere il suo colore originale, questo non significa che stia per scadere, ma che semplicemente sta perdendo dei coloranti aggiunti.
Un alleato d’eccezione per la lotta allo spreco alimentare è stato istituito dall’università di Bologna ed è diventato una realtà imprenditoriale. Stiamo parlando di “Last Minute Market”, un progetto che ottimizza la gestione delle eccedenze, distribuendole a chi ne ha bisogno, con l’aiuto della Caritas e San Vincenzo.
Certo, non è una cosa da tutti i giorni istituire progetti come questo, ma, con qualche accorgimento, possiamo anche noi nutrirci di valori e non di spazzatura.
Alessandra Ragona – 2B