Buongiorno condiviso: la fiducia, un punto debole che diventa forza.
Cosa significa mettersi a servizio dell’altro in un contesto di guerra? Silvia, osteopata, lo ha fatto per due mesi nel campo profughi di Leopoli, in Ucraina.
Non è stato facile. C’era la paura, c’era una cultura diversa, c’erano ferite invisibili. Silvia ci ha insegnato che per entrare nel cuore delle persone bisogna saper camminare “in punta di piedi”.
Come si costruisce la fiducia? Non con le pretese, ma con la pazienza. Silvia ci dice: «Bisogna aspettare i tempi che l’altro ci dà. Mettere l’altro al centro, senza esigere nulla in cambio».
È un equilibrio fragile: la fiducia può essere trattata male o tradita, ma è proprio nel momento del “litigio” o dell’errore che, se il legame è vero, si può scegliere di rimettersi in gioco.
Avere il coraggio di essere disponibili, graduali e “docili”: questa è la lezione che Silvia porta nelle nostre classi e nei nostri cuori.




