FESTA DELL’ACCOGLIENZA
Adesso la scuola è proprio iniziata! Questo è il primo pensiero che ho avuto ieri pomeriggio, mentre i cortili e i saloni a pian terreno erano stati tutti attrezzati, ornati a festa, pieni di musiche, colori, oggetti.La Scuolasi è trasformata: come la zucca di Cenerentola per una sera è stata una carrozza principesca, così i luoghi, di solito austeri, sono diventati per quattro ore un’immensa piazza dove pranzare, giocare, ballare, chiacchierare. Sembrava un giardino di amici, insomma, di persone che condividono un cammino spesso parallelo, ma che ieri hanno avuto modo di vedersi e conoscersi, o meglio ri-conoscersi come appartenenti ad un unico grande albero che accoglie sotto i suoi rami frondosi coloro che passano. Il richiamo alle “radici”piantate da Don Bosco e da Madre Mazzarello era esplicito e ha trovato nella celebrazione liturgica in Basilica il suo alveo naturale. Ma anche la festa ha le stesse radici: nel coinvolgersi nei giochi a stand, nell’assaggiare i dolci, nel torneo di pallavolo dedicato alla memoria di Daniele Vercelli, ex allievo del Liceo, morto tragicamente a luglio, si respirava una spontaneità che non nasceva dalla organizzazione, seppur magistrale, dei vari momenti.
La partecipazione è stata buona, forse non numericamente parlando, ma nella qualità e nel “cuore”. Gli stand più affollati erano naturalmente quelli in cui si ballava o si cantava sulle note di un Karaoke, ma i giochi erano tutti divertenti e giustamente impegnativi. La “fontana di Don Bosco” offriva doni a sorpresa, a fronte di un biglietto sorteggiato del valore di 1 euro. Molti docenti hanno partecipato con i propri figli, accentuando così con semplicità il senso della festa.
Il sole e il cielo azzurro hanno accompagnato questo pomeriggio di condivisione, di fraternità, di accoglienza ( accoglienza,ma di chi? Non c’erano alunni nuovi, tutti sono qui almeno da un mese! quindi anche il nome diventa una provocazione a “lasciarci accogliere” per non vivere nella scontatezza e nella routine). Certo, la fatica dello studio, l’irritazione forse verso gli altri, le difficoltà del quotidiano rapporto con la realtà non sono cancellate, ma la giornata di ieri testimonia – come dice Borges –
“Non c’è un giorno, / neppure di carcere o d’ospedale, / che non porti una sorpresa, / che non sia, controluce, / una rete di minime sorprese” (Jorge Luis Borges, “L’attesa”)
Questo sia l’augurio per tutti coloro chela Scuolafa incontrare, per i ragazzi, i docenti, i genitori, le suore, le segretarie: per tutti noi lo stupore e l’impegno a riconoscere “una minima sorpresa” ogni giorno, per tutto il tempo che ci è dato da condividere.
Buon Anno!
Tutte le foto nella sezione Photogallery
Se avete altre foto della giornata potete farle avere alla Prof. Ridolfi, che le pubblicherà sul sito. Grazie!


