Tempo di gite: le Seconde a Genova

 

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Quasi nessuno dei ragazzi di seconda e dei 4 professori era mai stato a Genova, eccezion fatta, beninteso, della prof.sa Ridolfi, genovese d.o.c. e quindi preziosa guida per la giornata.

Forse per questo la gita di venerdì 05 aprile è stata davvero una bella esperienza, sotto tutti i punti di vista. Se “gita scolastica” vuol dire “amicizia, allegria, libertà di movimento” e,anche, la possibilità di vedere qualcosa di nuovo, di bello e di utile senza annoiarsi, ebbene, la giornata di venerdì ha offerto tutto quello che potessimo desiderare.

Genova si è svelata nella vivacità dei vicoli che dalla stazione ferroviaria giungono al porto, con un cielo coperto ma stranamente luminoso e con un’aria davvero leggera, nonostante il traffico del porto. La mattinata è trascorsa al Museo Galata, lo straordinario museo del mare, il più importante del Mediterraneo. Una signora ci ha guidato con passione e competenza a comprendere le ragioni dello sviluppo marinaro della città già a partire dal secolo XI, quando è iniziata la sua ascesa. Il Museo è grandissimo e interessante, ma alcuni momenti sono stati affascinanti, perché offrivano la possibilità di salire su reali imbarcazioni, autentiche, pazientemente restaurate o ricostruite e riportate con fedeltà alle strutture e alle strumentazioni originali. In particolare siamo saliti su una Galea del 1600 e su una nave mercantile del 1800. Anche la Sala degli Atlanti ci ha stupito e incuriosito offrendoci la possibilità  di “sfogliare” le preziose carte con un sistema interattivo. Abbiamo  avuto così la possibilità di conoscere il variegato mondo umano che ruotava intorno alle navi e che è diventato famoso attraverso film e libri di avventura, ma siamo rimasti quasi increduli di fronte alle condizioni di vita cui era costretto.

Al pomeriggio, altro pezzo forte è stato l’interessantissimo giro in battello per il Porto Vecchio. Una guida indicava le strutture del Porto e la funzione di edifici storici, chiedendoci di immaginare il brulicare di uomini con la loro fatica e le loro speranze, soprattutto dove attraccavano le navi che portavano gli emigranti negli Stati Uniti e nell’America Latina  e descrivendo le imbarcazioni che erano alle banchine. Ma durante il giro in battello solo a metà si ascoltavano le spiegazioni, perché eccitati dall’aria pungente, dai gabbiani, dalla voglia di scherzare e chiacchierare fra di noi si godevano gli altri ingredienti di una bella gita, quelli dell’amicizia e del gioco.

Le immancabili spesette di souvenir e di bibite hanno concluso la gita e per un pelo abbiamo ripreso il treno per Torino.

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