Don Bosco Kata

Riccardo C. ha presentato un approfondimento per l’Esame Di Stato, in cui ha presentato il lavoro che ha svolto: sfruttare i principi della LEAN organization, per motivare un ragazzo più piccolo in difficoltà. Anziché aiutarlo semplicemente nei compiti, ha provato a lavorare con lui atraverso il Kata del Miglioramento.

 

Qui di seguito è riportata l’introduzione del suo lavoro:

Toyota Production System
“Dal Genba ai banchi di scuola.”

La scelta di approfondire il sistema produttivo della casa automobilistica giapponese Toyota nasce
dall’esperienza maturata in seguito alla frequenza di alcuni corsi sulla “Lean Organization” e sul “Kata”,
tenuti nel triennio dai miei insegnanti in classe.
Avendo trovato di particolare interesse gli argomenti trattati durante tali corsi e constatando la versatilità
delle nozioni apprese, decisi di approfondire le mie conoscenze in quell’ambito.
Contemporaneamente, in una classe prima del liceo linguistico, uno studente filippino per cui userò il
nome di fantasia, ma evocativo, di Emilio, stava affrontando con grande difficoltà il suo primo anno di
superiori. Era intenzione della scuola affiancarlo ad un ragazzo di una classe superiore (sul modello di
ciò che faceva don Bosco con i suoi ragazzi) in modo che potesse aiutarlo nel suo percorso scolastico.
Il preside del nostro Liceo, coinvolto nel progetto sulla “Lean” ed a conoscenza del mio interesse in
merito, mi propose questo incarico. 

Il mio compito non sarebbe stato quello di tutor tradizionale, tramite
 elle classiche “ripetizioni”, ma attraverso l’applicazione del metodo Lean e della filosofia Toyota.
Accettai.

 

Nacque così questo progetto sperimentale. Dopo alcuni mesi di ulteriore studio e approfondimento del Toyota Production System (TPS), un giovedì del mese di febbraio, iniziarono gli incontri.
Il progetto terminò a giugno, con la fine delle attività scolastiche. Da quanto appreso dall’esperienza ho elaborato un modello che potrebbe essere riutilizzato per altri ragazzi in difficoltà e che ho anche
presentato nell’estate ad un gruppo di professori provenienti da scuole statali calabresi, giunti a
Torino per un corso di aggiornamento sul modello educativo di Don Bosco.
Il TPS, originariamente calato nella realtà di fabbrica, e finalizzato ad una migliore gestione e
organizzazione dei processi produttivi industriali nella produzione di automobili, venne utilizzato per
scopi diversi, e non certo quello di trasformare “Emilio” in un operaio specializzato.
Infatti l’approccio Toyota non è esclusivo del mondo manifatturiero e ai processi che hanno come
conseguenza diretta l’assemblaggio di un’autovettura o di un prodotto, ma si rivolge al Processo in
assoluto, in qualunque contesto o condizione si realizzi.
L’approccio Toyota è olistico, coinvolge tutti gli aspetti di una realtà, tutti i suoi membri e in particolare i
contesti le relazioni in cui la riduzione si realizza, fra le sue finalità principali vi sono il coinvolgimento
attivo degli operatori nel processo produttivo, il miglioramento continuo, e l’ottimizzazione dell’uso delle
risorse.
Il possedere una conoscenza è frutto di un processo di apprendimento, ed è su quel processo che
abbiamo lavorato, cercando di adattare un modello che nasce per il Genba (luogo di produzione), al
lavoro di uno studente, sui banchi di una scuola.
Il metodo sviluppato, dunque, supera il rapporto docente-discente, non si focalizza esclusivamente sul
miglioramento delle abilità individuali, né sul rinforzo dell’autostima, ma considera tutti gli elementi che
interagiscono nel processo educativo siano essi riferiti alla persona, al contesto generale, alla comunità
di partenza, alle relazioni.
Il progetto ha come linea guida la definizione degli obiettivi e dei processi necessari per conseguirli.
Il progetto è nato nel cercare una risposta alla domanda: è possibile applicare il TPS ad un metodo di
studio, per favorire il successo scolastico?

 
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